Chi sarà il Genitore numero 1 ?
8 Febbraio 2021
Lidia Di Blasio (34 articles)
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Chi sarà il Genitore numero 1 ?

Nella scorsa puntata abbiamo toccato il delicato tema delle Challenge, del fragile mondo degli adolescenti e dei bambini, che si trovano sommersi tra mille e troppi input che la nuova era digitale impone loro per essere socialmente riconosciuti dalla comunità.
Il problema non sono tanto gli strumenti utilizzati, quanto gli psicopatici e i non troppo sani di mente che possono con estrema facilità raggiungere i più deboli, i più plasmabili e manipolabili.
Ad aggravare la situazione spesso sono le scelte commerciali, come quelle dei social network che poco fanno a tutela del monitoraggio dei contenuti che possono essere fonte di guadagno perché generano interessi, milioni di visualizzazioni e di follower.

Ancor più grave poi, nel CAOS COSMICO, il ruolo della politica e della comunicazione che spesso nascondono dietro il buonismo e le azioni propagandistiche, ciò che brilla sotto il nome di uguaglianza, parità e giustizia. Ma che di fatto non risolvono il problema alla radice. Spesso a volte ne crea altri.
E di controsensi ne vediamo e ne leggiamo tanti. Uno tra tutti GENITORE 1 e GENITORE 2 annunciato dalla ministra Lamorgese: “una decisione imposta dal regolamento Ue e dalle richieste del garante per la privacy”, si afferma.
Ma nel nome della privacy, delle coppie arcobaleno e della parità di genere non si rischia di ampliare in maniera esponenziale il problema?
Coinvolgiamo la nostra dott.ssa Psicologa Luciana Udina, che come sempre, con semplicità e chiarezza, riesce a farci riflettere sui tanti risvolti che certe decisioni possono portare.

Chi sarà quindi il genitore numero 1?
Una disparità che viene nuovamente ri-creata, non solo per le coppie omosessuali, ma anche per le coppie etero. 

 

Altri temi della puntata

Un altro tema sconvolgente, controsenso dell’era paradossale che stiamo vivendo, è il bollino rosso con la censura ai minori di 7 anni, dei cartoni Dumbo, Peter Pan e Aristogatti… dopo Lilly e il Vagabondo che sono scomparsi già da tempo ai più piccini. LE motivazioni sono: “denigrano popolazioni e culture“.

Nel disclaimer dei film si legge: “Questo programma include rappresentazioni negative e denigra popolazione e culture. Questi stereotipi erano sbagliati allora e lo sono ancora. Piuttosto che rimuovere questo contenuto, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo”.

  • Come sia possibile questa visione di storie così educative. Sta morendo anche la MORALE DELLA FAVOLA?

I tre film storici della Disney veicolerebbero messaggi razzisti e non inclusivi, motivo per cui la famosa casa di produzione ha deciso di oscurarli per i più piccoli, aggiungendo un’avvertenza prima dell’eventuale visione. Nel caso di Dumbo, ci sarebbe una canzone irrispettosa nei confronti degli schiavi afroamericani, mentre negli Aristogatti Shun Gon – il gatto siamese con i denti sporgenti e gli occhi a mandorla, ripreso mentre suona il pianoforte con le bacchette – offenderebbe il popolo asiatico. Per quanto riguarda Peter Pan, invece, sotto la mannaia della censura ci è finito il protagonista, che ha definito “pellirosse” la Tribù di Giglio Tigrato.

 

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Si ringrazia come sempre per la disponibilità lo Studio di Psicologia dott.ssa Luciana Udina
(visita anche il sito professionale della Dott.ssa Luciana Udina www.lucianaudinapsicologa.com)

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Lidia Di Blasio

Lidia Di Blasio

Direttrice dell’Agenzia di Comunicazione JMOTION, Lidia Di Blasio nasce artisticamente nel 2003 come Modella e Fotomodella per esprimersi nel mondo dello Spettacolo un paio di anni dopo come Presentatrice di eventi e programmi TV. Dal 2018 è editore della Testata Giornalistica e webradio JLIVE RADIO