
Domenico Accusato
L’azzardo di Domenico Accusato è audace. Impavido. Temerario. L’azzardo non è un cammeo. E’ un’opera d’arte. Oltre alla lavorazione a rilievo che sfrutta la diversa colorazione degli strati l’azzardo va oltre. E forse valica e sorpassa quella linea del tradizionale approccio all’arte del cammeo. E ti sconvolge. Sconvolge il messaggio didascalico che con coraggio arriva dritto agli occhi dell’attento osservatore. Accusato azzarda. Non solo nelle immagini didascaliche ma anche nella capacità di inserire, con abile maestria, elementi che richiamano la sorte e il fato, quasi a voler giocare con lo spettatore. E’ un gioco che riesce bene per la precisione sconvolgente delle incisioni. Per i dettagli. Le facce dei dati e la loro tridimensionalità. Le pedine degli scacchi. La dea bendata. Il ferro di cavallo. Il cornetto. E molto altro. I giochi gravitano attorno a questa figura. In teschio vestito con cilindro, che governa le menti dei giocatori. E’ lui. L’azzardo? Andare oltre il limite. Superarlo. Rischiare con temerarietà. Affidarsi al caso. O Alla fortuna. E’ un rischio calcolato? O è un azzardo? Con quest’opera Accusato mette a nudo le fragilità dell’uomo quando aggrappato al potere e alle cose materiali affronta un rischio non calcolato. E supera il suo potere di controllo e lo demanda. Con quest’opera Domenico Accusato fa emergere aspetti dell’uomo contemporaneo con un’analisi un po’ velata ma che arriva dritta ad un osservatore attento. Alcuni comportamenti umani appaiono gestiti da un nucleo che tutto dispone, l’uomo azzardo che rischia di un rischio non calcolato. E perde. Perde l’autodiscernimento. Perde la responsabilità verso se stessi e verso gli altri. E diventa schiavo. Schiavo dell’azzardo e di se stesso. Non è più libero. Con quest’opera, trasposizione anche dei mali del nostro tempo, Accusato intercetta con sapiente maestria i mali del nostro tempo e lo fa con spirito temerario e dirompente. Rompendo gli schemi e le regole. Urlando. Anche se in silenzio. Ma di un silenzio assordante. Grazie Domenico Accusato per aver colto con l’opera l’Azzardo aspetti dell’animo umano difficili da intercettare, ricordandoci che la libertà di autodeterminazione è la fonte di ogni gioco di vita.
testo ©Liliana Rullo
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