Mastoplastica Additiva – Intervista al Prof. Franchi
27 Febbraio 2019
Lidia Di Blasio (18 Articoli)
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Mastoplastica Additiva – Intervista al Prof. Franchi

CHIRURGIA ESTETICA: quando un intervento di Mastoplastica Additiva è bene farlo e quando è meglio evitarlo per mantenere l’armonia del nostro corpo? sono migliori gli interventi con la protesi o senza? con posizionamento sotto ghiandolare o sotto muscolare? Quali sono i pro e contro di ciascuna tecnica?

A queste ed altre domande risponde il Prof. Raoul Franchi, uno dei massimi esperti nel campo della Chirurgia Plastica ed Estetica.

Conduce: Lidia Di Blasio | Ospite: Prof. Raoul Franchi
Sitoweb www.raoulfranchi.com – FB Studio Medico Prof. Raoul Franchi

Lidia: L’intervento di Mastoplastica Additiva per aumentare il seno è uno degli interventi più diffuso nella Chirurgia Estetica, ma da che età le richiedono di rifarsi il seno?

Prof. Franchi: Molto presto. Hanno dovuto mettere per legge un freno all’età bassa in cui si chiedeva l’intervento di Mastoplatica Additiva, perché le ragazze di 15/16 anni già richiedevano di sottoporsi all’intervento. Adesso per legge non si può applicare la protesi esclusivamente per estetica non prima dei 18 anni, anche se c’è il consenso di entrambi i genitori. Diversamente l’applicazione della protesi è concessa nei casi in cui il motivo è funzionale o per risolvere problemi di malformazioni. 

Lidia: Su internet vediamo soluzioni di interventi e protesi di vario tipo. Dalle protesi classiche alle anatomiche dove la protesi si applica sotto al muscolo. Quali sono le diverse soluzioni per aumentare o semplicemente rimodellare il seno?

Prof. Franchi: Molte volte chiedono delle soluzioni di aumento del seno senza l’uso delle protesi. E qui bisogna specificare che la tecnica del LIPOFILLING, ovvero l’aumento del volume del seno tramite l’inserimento del proprio grasso, è possibile ma bisogna tenere in considerazione alcuni fattori. Ad oggi non riesce a sostituire il volume dato invece da una protesi. Questo perché non è possibile riempire con una quantità immensa di grasso “a piacere”, ma bisogna sapere che c’è una quantità giusta e di questa buona parte si riassorbe. Noi chirurghi usiamo molto la tecnica del LIPOFILLING per la ricostruzione mammaria, per le rifiniture una volta ricostruita la mammella. 

Un’altra possibilità che può evitare la protesi, è l’AUTOPROTESI. Che significa? Che tante volte in una donna il volume della mammella c’è e si vede in quei casi in cui basta un semplice reggiseno push-up fa tornare sù un bel seno voluminoso, anche se questo significa aver perso elasticità, ma con un vestito forma e volume ci sono. Il problema nasce quando non c’è il sostegno del reggiseno e dunque la mammella scende giù appiattendosi e perdendo di forma. Ma la mammella stessa può essere raggruppata e conizzata evitando così l’inserimento della protesi perché in questi casi non c’è bisogno di aggiungere volume. Noi chirurghi cambio esclusivamente la forma.

Nel caso di mancanza di volume allora si ricorre alle protesi. Voglio spezzare una lancia a favore delle protesi tradizionali. E’ vero che oggi esistono le protesi anatomiche, sotto muscolari, che spesso vengono richieste immaginando i soli vantaggi, ma queste hanno anche diversi svantaggi da non sottovalutare. La prima cosa da sapere è che la protesi anatomica è fatta di silicone coeso più rigido delle protesi tradizionali, e serve per dare una forma ben precisa perché si modella molto poco. Questo che significa? Innanzitutto che occorre un’incisione più grande per poterla inserire non essendo comprimibile come la protesi tradizionale che ha una forma tonda; poi ha una simmetria ben precisa quindi se ruota un pò, si vede. In genere questo tipo di protesi viene più utilizzata quando è necessario fare la ricostruzione del seno. Le pazienti invece si lasciano spesso prendere dalle mode, arrivano nel mio studio e mi richiedono direttamente la tecnica alla quale vogliono sottoporsi, ma non è sempre quella corretta che fa il singolo caso. 

UN CHIRURGO PROFESSIONISTA ASCOLTA LE RICHIESTE E PONE DEI LIMITI ALLA SOGGETTIVITA’ DEL PAZIENTE

Lidia: C’è qualche richiesta assurda che le hanno fatto e che ricorda con particolarità?

Prof. Franchi: Sì, nelle dimensioni. Molte volte mi richiedono delle dimensioni eccessive rispetto alle proporzioni del loro corpo. Un volume eccessivo crea delle disarmonie oltre a dei seri problemi di salute. Oltre un certo limite, so di danneggiare il paziente e dunque non accolgo la richiesta. Un chirurgo deve sapere quando un intervento danneggia un paziente. La Chirurgia Estetica è molto soggettiva, quindi noi chirurghi dobbiamo accettare la soggettività del paziente, ma fino ad un certo punto. 

Lidia: Tra le richieste più frequenti, ci sono miti da sfatare?

Prof. Franchi: Sì, molte pazienti arrivano già convinte del tipo di protesi che vogliono, addirittura richiedendo dei tecnicismi che non è possibile prendere alla leggera. Quasi tutte richiedono interventi nella via sotto-muscolare, ma non è da credere che la via sotto-ghiandolare sia inferiore come qualità. Per questo motivo voglio sfatare queste convinzioni. Molte volte la scelta di inserire la protesi per via sotto-ghiandolare risulta essere la soluzione migliore, più fisiologica. E’ un intervento che per certi aspetti è anche meno rischioso perché non c’è bisogno del drenaggio e rimane indenne una via per un’eventuale sostituzione di protesi perché quando si sostituisce una protesi è meglio passare dalla via sottocutanea alla via sotto-muscolare. Diversamente è meno semplice dover inserire una protesi sottocutanea dopo aver fatto un intervento con posizionamento sotto-muscolare. L’intervento poi di per sé non è complesso perché nel piano sotto-mammario il dolore è quasi assente, la paziente si riprende subito, la convalescenza è decisamente inferiore,  anche le complicazioni sono inferiori, ecc.. Quindi se non ci sono reali motivi per fare un intervento con protesi sotto-muscolare, la sconsiglio potendo scegliere. E’ importante ad ogni caso valutare ciascun soggetto caso per caso. 

Lidia: Quali sono le accortezze da tenere subito a mente? 

Prof. Franchi: Bisogna sempre tenere presente che la protesi è un corpo estraneo messo nel corpo, per cui occorre la sala operatoria, occorre l’idoneità della struttura, occorre l’anestesista, l’equipe giusta, la protesi qualificata e naturalmente che rispetti tutte le norme CEE e tutte le regole necessarie per evitare ogni tipo di complicazione. 

DIFFIDATE DEI COSTI BASSI E STATE ATTENTE ALLA QUALITA’ DI PROTESI, EQUIPE E STRUTTURA

Lidia: Quali sono i costi per un intervento di Mastoplastica Additiva?

Prof. Franchi: Quando si vuole risparmiare molto, si sbaglia come sempre. Bisogna stare molto attenti a verificare la struttura, la sala operatoria, conoscere bene il chirurgo visitando attentamente il suo Curriculum, verificare la qualità delle protesi, ecc… Dunque se un intervento ha un costo basso significa che nasconde sicuramente una scarsa qualità. 

Lidia: Nel momento in cui si parla di Mastoplastica Additiva con il tempo da donna arriva il momento in cui si desidera avere un figlio e si pensa alla funzionalità del seno, come l’allattamento… le due cose possono coesistere?

Prof. Franchi: Possono coesistere tranquillamente. C’è da considerare che con l’allattamento il seno un pò si rovina per cui se si vuol essere attive senza dover ricorrere ad altri interventi, si può ricorrere all’allattamento artificiale, così come fanno le persone di spettacolo. Ad ogni modo il problema resta esclusivamente estetico e non di salute, nel senso che sia nel caso di protesi che in assenza delle stesse, con l’allattamento il seno perde la sua elasticità e forma. 

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Lidia Di Blasio

Lidia Di Blasio

Direttrice dell’Agenzia di Comunicazione JMOTION, Lidia Di Blasio nasce artisticamente nel 2003 come Modella e Fotomodella per esprimersi nel mondo dello Spettacolo un paio di anni dopo come Presentatrice di eventi e programmi TV. Dal 2018 è editore della Testata Giornalistica e webradio JLIVE RADIO