
Walter Zuccarini e Carlotta Livotto
Orofiore di Walter Zuccarini e di Carlotta Livotto porta con sé tutta la leggerezza di un fiore e tutta la resistenza dell’oro. E’ un ramo. Semplice ma originale. E’ armoniosa quest’opera. Curativa. Forse perché mi ricorda la verga d’oro dal forte potere curativo. Appare un ramo ligneo, intagliato, con foglia lanceolata, margine intero con disposizione alterna. Lineare il dettaglio. Profondo l’intaglio. Lo spessore è decisamente importante. Non è dettaglio di poco conto. Lo spessore di quest’opera fa rimanere stupefatti. Osservandola non posso fare a meno di pensare a quei giorni che si susseguono. Giorni dopo giorni. A levigare. Intagliare. Smussare. Rasare. Sembra quasi di sentire l’odore del legno lavorato. È un odore a cui sono molto abituata. Da piccola mi infilavo nella bottega del falegname del paese per prendere gli scarti dei suoi lavori e farci costruzioni. Quell’odore è intriso nelle mie ossa. Ne ho viste tante di opere in legno. Ma questa per il suo maestoso spessore me lo ridona tutto quell’odore. E’ un connubio funambolico tra le mani dell’uomo e le foglie. Così il dialogo si espande tra l’uomo e la natura. Ed ancora tra l’universo e l’uomo. Orofiore è il legame tra l’universo e le mani dell’uomo che si fanno armonica maestria. Le mani da due diventano quattro. Se penso, poi, che a quest’opera hanno lavorato quattro mani umane oltre a tutte quelle date dalle energie dell’universo e della terra il mio sentire giunge al togliere. In Orofiore emerge chiara l’incisione. Non una incisione superficiale, dettagliata e minuziosa. E’ una incisione diversa. Profonda. Che toglie tutto il legno da scartare e lascia aria. Vuoto. Respiro. Orofiore emerge con tanta forza agli occhi perché è donata di una autentica e vera tridimensionalità. E’ poggiata nel respiro della terra. E da quei punti di vuoto prende forza e si fa vita. Senza quei vuoti Orofiore non avrebbe avuto la stessa potenza organica. Appare ardente e tenace. Zuccarini e Livotto attraverso questo armonioso e leggiadro equilibrio tra pieni e vuoti ci riporta alla materia organica. Il legno che prende forma con autentico rifiuto della ricerca solo estetica. Orofiore valica e trascende la materia lignea e gli dona cura armoniosa con forme semplici ma di forte impatto visivo ed emotivo. Grazie Walter Zuccarini e Carlotta Livotto per trasmetterci attraverso l’opera Orofiore la ricerca di quell’equilibrio funambolico tra pieni e vuoti, tra luci ed ombre. Con spessore ligneo e simboli organici si muovono leggiadramente dentro la cornice rettangolare dell’universo che tutto crea e movimenta proprio attraverso la mano dell’uomo e il suo rapporto con la natura.
testo ©Liliana Rullo
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