Olivicoltori in protesta: “Salviamo il nostro olio da contraffazione, concorrenza e cambiamenti climatici”
8 Gennaio 2019
Davide De Amicis (49 articles)
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Olivicoltori in protesta: “Salviamo il nostro olio da contraffazione, concorrenza e cambiamenti climatici”

C’erano anche gli olivicoltori abruzzesi soprattutto giovani, questa mattina a Roma, per denunciare gli errori regionali e l’assenza nella manovra approvata delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale, per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, a partire dalla Puglia, ma senza risparmiare altre regioni tra cui l’Abruzzo, con il dimezzamento della produzione nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio il settore.

Migliaia di agricoltori della Coldiretti si sono dati appuntamento in via XX Settembre, davanti Ministero delle Politiche Agricole, dove era stato fissato l’incontro di una delegazione guidata dal presidente Ettore Prandini con il Ministro Gian Marco Centinaio.

Nei cartelli dei manifestanti frasi come “Solo promesse per l’olio italiano nessun interesse”, “Produzione dimezzata, olivicoltura dimenticata”, ma anche riferimenti espliciti all’Abruzzo in cui si legge “la burocrazia colpisce come il terremoto” oppure “burocrazia fa più danni delle calamità”: «L’obiettivo – spiega Coldiretti Abruzzo – è salvare il prodotto simbolo della dieta mediterranea, di fronte ad una crisi storica che va affrontata responsabilmente con interventi straordinari a livello regionale e nazionale. Dall’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy e alle contraffazioni, fino ai cambiamenti climatici e agli effetti dei disastrosi eventi estremi, che sono alcune delle criticità da affrontare per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l’economia e l’occupazione che vede impegnate in Italia oltre 400 mila aziende agricole e in Abruzzo circa 60 mila, di cui 15mila specializzate nella produzione di olio».

In riferimento al cambiamento climatico, con una produzione praticamente dimezzata, è stato infatti l’olio extravergine di oliva Made in Italy a subire quest’anno gli effetti più pesanti del cambiamento climatico: «Con una netta diminuzione anche in Abruzzo – rileva la Coldiretti – dove in alcune zone la produzione è crollata anche del 50%, come emerge dallo studio “Salvaolio” della Coldiretti presentato questa mattina, in cui si evidenzia che per la prima volta nella storia la produzione spagnola stimata quest’anno in 1,6 miliardi di chili è superiore di oltre sei volte quella nazionale, che potrebbe essere addirittura sorpassata da quella della Grecia e del Marocco».

Da qui l’ammonimento: «Senza interventi strutturali l’Italia – precisa la Coldiretti – rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. Per affrontare l’emergenza, serve la dichiarazione di calamità naturale con lo stanziamento di risorse adeguate, per consentire ai produttori duramente colpiti di ripartire in situazioni drammatiche e sul piano strutturale vanno affrontate le molteplici criticità, per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l’economia e l’occupazione”

Davide De Amicis

Davide De Amicis

Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere direttore responsabile di JLIVE RADIO, è redattore del notiziario online dell'arcidiocesi di Pescara-Penne La Porzione.it e collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo oggi.

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