
Sanremo 2019: “Un evento musicale e spettacolare raccontato dalla tv”
Una sola categoria e 24 sfidanti per l’edizione numero 69 del Festival di Sanremo. Questa la principale innovazione fortemente voluta dal direttore artistico Claudio Baglioni, per la gara che appassionerà gli italiani dal 5 al 9 febbraio su Rai1 e Radio2. Sul palco del Teatro Ariston, ci saranno infatti i 22 artisti scelti dalla Commissione musicale oltre ai 2 vincitori di Sanremo Giovani, che nelle serate del 20 e 21 dicembre hanno conquistato il passaporto per il concorso di febbraio.
Saranno la vis comica, agrodolce e surreale, di Claudio Bisio e la poliedricità del multiforme talento di Virginia Raffaele a formare – insieme a Claudio Baglioni, per la seconda volta al timone della più importante rassegna musicale italiana – il terzetto dei conduttori delle cinque prime serate di Rai 1. Definito da Claudio Baglioni un «evento musicale e spettacolare raccontato dalla televisione», il Sanremo di quest’anno propone un cast di campioni scelto, dalla Commissione musicale, privilegiando i candidati che avessero un’identità artistica e un percorso professionale riconosciuti e riconoscibili, come interpreti musicali.
Si contenderanno la vittoria Achille Lauro, Arisa, Loredana Bertè, Boombdabash, Federica Carta e Shade, Simone Cristicchi, Einar, Ex Otago, Ghemon, Il volo, Irama, Mahmood, Motta, Negrita, Nek, Enrico Nigiotti, Nino D’Angelo e Livio Cori, Patty Pravo con Briga, Francesco Renga, Daniele Silvestri, Anna Tatangelo, Paola Turci, The zen circus e Ultimo.
Baglioni, incalzato dai giornalisti, si è espresso anche sul tema migranti: «L’Italia – ha affermato – è un Paese incattivito, dove consideriamo pericoloso il diverso da noi e guardiamo con sospetto anche la nostra stessa ombra – dice Baglioni -. Le misure prese dall’attuale governo, come i precedenti, non sono all’altezza della situazione. Se la questione fosse stata presa in considerazione anni fa, non si sarebbe arrivati a questo punto», sottolinea il cantautore, per dieci anni anima di ÒScià, la manifestazione che si teneva a Lampedusa per sensibilizzare sui temi della migrazione.
Via Twitter arriva la risposta contrariata del ministro dell’Interno Salvini: «Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo».

